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Archivi Giornalieri: 21 dicembre 2011

Progetto realizzato in un pomeriggio all’interno della linea della metro di Lisbona. Il concept che ha guidato il tutto è che un luogo è come una linea di uno spartito, e i soggetti come note musicali: ogni volta si combinano in maniera tale da produrre sempre qualcosa di differente in un contesto – in questo caso sociale – uniforme.

(Lisboa, luglio 2010)


Un fotogramma, tanti attori e tante azioni. E tra questi un timido spettatore…

Il linguaggio è l’istruzione di un popolo. L’arte la sua educazione.

Non-espressione.

Climax discendente.

Gli altri scatti del progetto.

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Ricordo perfettamente l’odore della cera e delle candele consumate che aleggiava in fondo alla Sé, la cattedrale di Lisbona. I fedeli entravano titubanti, ma uscivano con decisione, oltrepassando la porta che conduceva loro verso l’esterno, verso la luce abbagliante, verso l’ignoto.

“Fra il bene e il male c’è una porta, e io l’aprirò!”

(Jim Morrison)

 

THE ACID TOURIST @Florence

Video-denuncia al turismo di massa.

Per vedere il video —> the acid tourist

Progetto e montaggio di Giacomo Vinci; realizzato in maniera spartana con una sequenza di scatti fotografici, senza ausilio di videocamera e software dedicati esclusivamente allo stop motion.

Come noterete il video ha un formato molto piccolo; l’avevo caricato su youtube, ma hanno pensato bene di censurarlo più volte per una questione di “diritti d’autore”. La rete non è così libera come sembra alla fine. Approfitto per esprimere il mio disappunto anche nei confronti delle pubblicità “imposte” all’inizio dei video: ragazzi di Google, forse state proprio esagerando! La rete DEVE essere libera anche dai meccanismi imposti dal commercio!

Un particolare ringraziamento a Daniele Bartolini che si è gentilmente “calato” nel ruolo del turista.

Scrivo per sentirmi meglio, seguendo uno scopo prettamente terapeutico; tanto poi noi giovani di questa generazione siamo proprio abituati ad essere inascoltati. Viviamo in un’epoca strana, nella quale chi si meriterebbe la tranquillità, deve sudare per arrivare alla fine del mese. Voglio a questo proposito rendervi tutti partecipi di un mio preciso stato d’animo: la vergogna di appartenere al sistema-Italia. Non adoro guardare la tv, perché non voglio violentare il mio spirito critico e uniformare la mia mente a quella di tanti altri. Eppure non so cosa spinse il mio dito indice sinistro a sintonizzarmi su Rai3 mentre passava un servizio di Report che parlava dei giovani italiani e della disoccupazione. NON HO PAROLE PER DESCRIVERE LA VERGONGA CHE HO PROVATO IN QUEL PRECISO ISTANTE. E non venitemi a parlare della bellezza dei luoghi, dei paesaggi, della cucina, della storia. Io sono orgoglioso degli affetti che mi circondano, di come sono, di quello che ho fatto, ma non del mio paese perché non lo si può essere. E non capisco dove si possa oggigiorno trovare la forza di andare contro e reagire: forse mi arrendo. Forse meglio gettare la spugna e lasciare questi stronzi della vecchia classe politica bollire nel loro brodo, fatto di pensioni altissime e privilegi.

Sono proprio curioso di vedere se il referendum del 12 giugno raggiungerà il quorum; io me lo auguro di tutto cuore: abbiamo l’occasione di far valere uno dei pochi strumenti di democrazia rimasti. Se questo non avverrà, smettete tutti di lamentarvi perché non ha più senso alcuno.

Intervista a studentessa lavoratrice francese: lei lavora tre giorni a settimana come commessa in un negozio, guadagna 1.300 € al mese, e ha ottenuto un totale di 40.000 € di aiuti per concludere gli studi.

Io ho lavorato sempre, ovviamente a nero perché si sa, i contratti non convengono a nessuno. Aiuti per l’Università? Niente, perché quando si tratta di applicare agevolazioni fiscali per le tasse in questo bel paese siamo tutti ricchi con niente. Ma non solo: avendo aperto p.iva, adesso sarà tutto in salita. E meno male che ci sono i regimi minimi che vano incontro ai lavoratori autonomi…

Intervista ad un economo inglese, che riassumendo ha espresso questo concetto: “In UK per le politiche giovanili e i contratti di lavoro osserviamo molti paesi di tutto il mondo; per noi l’Italia è un modello, un modello da non seguire. Facendo il contrario dell’Italia, siamo certi di prendere la scelta giusta”.

NO COMMENT; a questo punto cambiai canale e mi sintonizzai su Real Time per guardare le imprese del mitico chef Gordon. Meglio questo, davvero: la consapevolezza a volte fa davvero male.

Sono inorridito.

Tutto qua. Io devo sbattermi per fatturare due euro, che mi verranno tassati ricevendo dallo stato zero aiuti, dopo che ho pagato e ripagato migliaia di euro invstiti in istruzione…e cosa ho in cambio? niente. E di questi due euro che guadagno devo lasciarne il 50% allos tato, per avere in cambio niente. Molto meglio imparare un mestiere, e la propria cultura svilupparla in maniera autodidatta perchè, vi dirò, con la laurea oggi ci si può solo fare una cosa: arrotolarla attorno ad un cilindro di cartone, e metterla in bagno al posto della carta igienica.

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